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IL PONTE DI RIALTO Il ponte di Rialto è il più importante dei tre ponti sul Canal Grande, insieme con quello dell'Accademia e degli Scalzi. Un quarto ed inutile ponte è attualmente in costruzione, nei pressi di Piazzale Roma, progettato dall'architetto spagnolo Santiago Calatrava. Originariamente, dove ora sorge il ponte di Rialto, fu costruito un ponte di barche nel 1181. Il nome era "Della Moneta", in quanto propsicente si ergeva il palazzo della Zecca, dove venivano coniate le monete della Serenissima. La sempre maggiore importanza del mercato di Rialto (di cui ancor oggi si può ammirare la febbrile attività), che rappresentava il primo centro abitato della città, rese necessario la costruzione, verso la metà del duecento, di un ponte di legno mobile, che consentisse di sopportare i maggiori traffici terresti e marittimi. La struttura del ponte era costituita da due tronconi inclinati, le cui parti finali si elevavano per consentire il passaggio delle navi con gli alberi più alti. Come spesso accadeva in epoca medievale la causa di un effetto determinava il nome dell'effetto stesso, quindi, il ponte a causa dell'importanza del mercato di Rialto prese appunto il nome di "Rialto". Nei secoli seguenti il ponte fu allargato e comparvero i primi negozi. Nel quattrocento il ponte crollo a causa dell'eccessivo peso dalla folla durante una sfilata di barche, nella quale si omaggiava la sposa del marchese di Ferrara. Venne rifatto ancora in legno ed allargato, perché furono inascoltati dalle autorità le indicazioni di realizzare l'opera in pietra. Nel cinquecento servì un altro tragico crollo per convincere le autorità a costruire un solido ponte in pietra. Il bando di progettazione del ponte in pietra, al quale parteciparono i più grandi architetti del tempo, fu vinto da un disegno di un nobile, Alvise Boldù, l'esecuzione del ponte fu opera dall'architetto Antonio da Ponte (La vicenda di assegnazione e la conseguente costruzione non è però chiara, rimangono alcuni dubbi di attribuzione). Ci vollero, comunque, tre anni ed una spesa di 250.000 ducati per completare l'opera che ancor oggi possiamo ammirare. |
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